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Biografia completa
view post Posted on 15/7/2008, 13:44P_QUOTE
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Semplicemente io^^

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GIOVANNI ALLEVI
biografia
“Stiamo tornando nel Rinascimento italiano, dove l’artista deve essere un po’ filosofo, un
po’ inventore, un po’ folle, deve uscire dalla torre d’avorio e avvicinarsi al sentire
comune.”
Giovanni Allevi
Giovanni Allevi è uno dei maggiori compositori puri dell’attuale panorama internazionale.
Le sue composizioni tratteggiano i canoni di una nuova Musica Classica Contemporanea,
attraverso un linguaggio colto ed emozionale, che prende le distanze dall’esperienza dodecafonica
e minimalista, per affermare una nuova intensità ritmica e melodica europea.
Giovanni Allevi è diplomato in Pianoforte col massimo dei voti al Conservatorio “F. Morlacchi” di
Perugia e in Composizione con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Inoltre è
laureato, con Lode, in Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”.
Nato il 9 aprile 1969 ad Ascoli Piceno, Giovanni, figlio di genitori musicisti, trascorre l’infanzia
completamente immerso nella musica classica. Si avvicina di nascosto al pianoforte, ed inizia un
solitario viaggio alla scoperta degli elementi fondamentali del linguaggio musicale: scale, intervalli,
accordi.
Fra i dischi in vinile scopre la “Turandot” di Puccini: a sei anni l’ascolta per intero tutti i giorni, a
gambe incrociate sul divano. Inizia così a memorizzare la musica dei grandi del passato, le sinfonie,
i concerti per Pianoforte e Orchestra, i capolavori della letteratura romantica e del primo Novecento,
musiche che per gioco ripassa nella mente in qualunque momento. Proseguono i suoi incontri
segreti con il pianoforte fino a 10 anni, quando in occasione di una recita a scuola esce allo
scoperto, con una sorprendente esecuzione di un breve brano di Chopin.
I genitori si convincono che Giovanni deve intraprendere il percorso accademico: studia pianoforte
all’Istituto Musicale “G. Spontini” di Ascoli Piceno con la professoressa Anna Maria Bucci e si
diploma a 21 anni con il massimo dei voti al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia.
Giovanni scrive numerose composizioni, ma le tiene chiuse gelosamente in un cassetto, e inizia
un’intensa attività di concertista classico in Italia.
S’iscrive alla Facoltà di Filosofia dell’Università di Macerata e decide di affrontare lo studio della
Composizione al Conservatorio “G. Rossini” di Fermo. All’esame di ammissione porta una sua Fuga
in stile contrappuntistico, genere musicale che si affronta solo al settimo anno, e un commissario
commenta scherzosamente: “O ha copiato la Fuga, o Giovanni Allevi è Brahms redivivus”.
Naturalmente… non l’aveva copiata!
Tra i suoi insegnanti di Composizione lasciano su di lui un’impronta significativa il M° Daniele
Salvatore, grande esperto di Musica Antica e il M° Tonino Tesei, dal quale apprende le basi della
dodecafonia ed il rigore nella calligrafia musicale.
Nel frattempo frequenta il corso di “Bio-musica e Musicoterapia” del professor Mario Corradini, nel
quale approfondisce la consapevolezza del grande potere che ha la musica di rendere liberi e di
evocare immagini, emozioni e ricordi.
Nel 1995 compone le musiche di scena della tragedia “Troiane” di Euripide e al Festival
Internazionale del Dramma Antico di Siracusa vince il premio speciale per le migliori musiche di
scena: è il suo primo riconoscimento ufficiale. Nello stesso anno, è invitato come relatore
all’Università di Pedagogia di Stoccarda a tenere un seminario sulla Musica dei nostri giorni.
Nell’occasione esegue in prima assoluta “Sogno di Bach”, un suo brano per pianoforte, dove il
linguaggio barocco si fonde ad una ritmica contemporanea, primo segnale di una esigenza di
rinnovamento.
Durante i suoi concerti, oltre a brani di Chopin, Bach, Beethoven e Ravel, comincia ad eseguire
anche le sue composizioni, destando sorpresa ed entusiasmo. Il consenso ricevuto suscita in
Giovanni l’idea di eseguire un repertorio interamente costituito da suoi brani, e di raccoglierli in un
cd.
Nel 1997, il suo lavoro è accolto con entusiasmo da Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, il quale,
con la sua etichetta Soleluna, decide di pubblicare il primo album di Giovanni per pianoforte solo dal
titolo “13 DITA” (Soleluna/Universal).
2
Giovanni apre, solo col suo Pianoforte, i concerti del tour “L’albero” di Jovanotti, al Palaeur e allo
Stadio Olimpico di Roma, e al Forum di Assago (Milano) di fronte a platee di migliaia di persone.
Dimostra di essere un talentuoso musicista e un geniale compositore di musica classica
contemporanea: il suo disco d’esordio riscuote ampi consensi di critica e suscita l’attenzione di
grandi artisti internazionali. La musicista giapponese Nanae Mimura, una fra le più grandi interpreti
contemporanee di marimba solista, in un recital alla Carnegie Hall di New York esegue alcune
composizioni dell’album d’esordio di Allevi, da lei stessa trascritte per il suo strumento. Giovanni
viene così presentato a New York come un giovane emergente compositore italiano.
Nel 1998 si laurea con lode in Filosofia. “La Fisica giunge oggi alle stesse intuizioni che ebbero
i presocratici e gli orientali: l’Universo è uno spazio ribollente di energia di cui tutti siamo
parte…”. C’è inoltre uno stretto legame fra la sua tesi di laurea (“Il vuoto nella Fisica
Contemporanea”) e la composizione: “…il bizzarro comportamento delle particelle subatomiche
nel nostro cervello può dare origine a idee, melodie e pensieri improvvisi. Come in Fisica c’è
il pieno e il vuoto, nella musica c’è il suono e il silenzio.” Giovanni, che verrà definito anche “il
filosofo del pianoforte”, inizia a esplorare le misteriose motivazioni che sono alla base della
creazione artistica nei suoi scritti filosofici.
Dopo la laurea si trasferisce a Milano, e nel 2001 si diploma in Composizione con il massimo dei
voti al Conservatorio “G. Verdi”, sotto la guida del M° Mario Garuti, dal quale apprende appieno le
basi dello Strutturalismo di Darmstadt e della sperimentazione estrema.
Nell’ottobre 2003, Giovanni pubblica il secondo album per pianoforte solo intitolato
“COMPOSIZIONI” (Soleluna/Edel), che delinea in maniera netta i caratteri essenziali del suo stile
compositivo e la volontà di recuperare in termini nuovi un linguaggio colto e complesso, e al tempo
stesso emozionale ed immediato.
Intanto i suoi concerti in Italia riscuotono sempre maggiore attenzione ed entusiasmo, ma la
consacrazione della sua statura in campo internazionale come compositore arriva dal Baltimora
Opera House (USA), che gli commissiona la mastodontica rielaborazione dei recitativi della
"Carmen" di Bizet, una delle opere liriche più amate e conosciute dal pubblico di tutto il mondo.
Nel 2004 Giovanni debutta ad Hong Kong come compositore esecutore, davanti a una platea
internazionale nel suo primo concerto all’estero in cui esegue un programma interamente di proprie
composizioni riscuotendo immediato successo.
Si trasferisce a New York, dove intraprende la composizione di nuovi brani che saranno raccolti nel
suo terzo album per pianoforte solo, “NO CONCEPT”, in cui si avverte il respiro cosmopolita, e il
rafforzarsi dell’indirizzo del suo pensiero musicale.
“NO CONCEPT è nato in quelle notti, passeggiando con le scarpe da tennis sui marciapiedi
caldi di Harlem, con le antenne alzate per captare qualunque suono, mentre nelle dita
scalpitava tutta l’accademia che avevo assorbito. NO CONCEPT è il rifiuto di quel
concettualismo a tutti i costi che nega la creatività quando essa ha il vago e piacevole
sentore del ricordo. La sua musica, strumentale, indubbiamente potrà chiamarsi musica
classica contemporanea, ma nel semplice significato che è musica di oggi: la musica di un
compositore che vuole interpretare il suo tempo, così come tutti i compositori hanno fatto
prima di lui”.
L’Album “NO CONCEPT” (Bollettino/Ricordi-Sony Bmg) viene pubblicato nel 2005 anche in
Germania e in Corea, ed è “Disco d’Oro”. Intanto Giovanni viene insignito del titolo di
“Bösendorfer Artist”, dalla Bösendorfer di Vienna, per le qualità di interprete sensibile e per la
valenza di livello internazionale della sua espressione artistica.
La prima esecuzione assoluta avverrà il 6 marzo 2005 con il suo debutto americano al Blue Note di
New York, dove registra due strepitosi sold out, affermandosi come nome emergente fra i
compositori più rappresentativi nel panorama internazionale. Appena sceso dal palco del più
prestigioso jazz club del mondo, viene invitato a tenere un seminario sul rapporto fra Musica e
Filosofia alla School of Philosophy di New York.
Inizia così il “No Concept Tour” che attraversa Usa, Germania, Austria e Cina per poi arrivare
finalmente in Italia, dove il pubblico inizia ad amare la musica originale di Giovanni Allevi, e a
seguirne i concerti con sempre più grande entusiasmo.
3
Al ritorno da Shanghai, ultima tappa del tour internazionale, Giovanni intraprende la composizione
del suo quarto lavoro per pianoforte solo, “JOY”, scaturito da una crisi di panico che lo travolge
per “un eccesso di emozioni e di gioia”.
L’album contenente nuove composizioni inedite è realizzato da Giovanni interamente “nella sua
testa”, e la prima esecuzione delle stesse avviene quindi direttamente in studio di registrazione.
“Così ho registrato JOY senza averlo mai suonato prima, se non nella mia mente: il
pianoforte deve restare per me un’isola incontaminata da esplorare, dove l’emozione ha il
sopravvento sulla tecnica, l’intensità dell’attimo supera l’esperienza”.
Nel suo linguaggio la musica si fa intensa e comunicativa, l’immediatezza scaturisce dalla
complessità risolta. “JOY” (Bollettino/Ricordi-Sony Bmg) esce a settembre 2006, conquista la top
ten della classifica e sfonda il tetto delle 100.000 copie, evento mai raggiunto prima in Italia da un
disco di composizioni originali per pianoforte solo.
Il pubblico inizia a seguire Giovanni come fosse una rockstar: il “Joy Tour” parte dalla Sala
S.Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, e si sviluppa in circa 120 concerti tra il 2006 e
il 2007, in Italia, ma anche a Parigi, Vienna, Amburgo, Budapest, New York, Shanghai, Hong
Kong, Montreal, Sarajevo, Mosca, Belgrado, Bruxelles. Ovunque Giovanni registra il tutto
esaurito, ed il tour ha il suo apice in un concerto di portata storica, in Piazza del Duomo a Milano,
davanti una platea di 50.000 persone.
Giovanni Allevi diventa un fenomeno sociale ed entra prepotentemente nell’immaginario collettivo
delle nuove generazioni: giovani e giovanissimi parlano della sua musica nei blog, organizzano
rapidamente un passaparola via sms e sui siti di social network per seguirlo nelle esibizioni live.
Intanto nei conservatori e nei concorsi di musica gli spartiti delle sue composizioni, editi dalla
Carisch, vengono studiati ed eseguiti, e crescono le tesi di laurea a lui dedicate nelle più svariate
discipline.
Con Giovanni Allevi il compositore di “musica pura” torna ad avere un ruolo socialmente
riconosciuto nel proprio tempo, e accanto al favore pur non sempre unanime della critica, desta
grande stupore l’amore della gente, che attraverso le sue note, riscopre la passione per la musica
strumentale.
Durante il “Joy Tour” Giovanni compone la suite per orchestra “Angelo Ribelle”, ed il brano per
pianoforte e orchestra “300 Anelli”, suscitando l’attenzione della Philarmonische Camerata Berlin,
orchestra d’archi composta dalle prime parti della prestigiosa orchestra dei Berliner Philarmoniker.
Assieme all’ensamble tedesco Giovanni presenta le sue composizioni orchestrali in Italia a
dicembre 2007. La lunga tournèe del “Joy Tour” viene intanto testimoniata da un doppio album dal
titolo “ALLEVILIVE”, e dal dvd “JOY tour 2007”.
Per il suo impegno intellettuale nel ridefinire i confini di una nuova Musica Classica Contemporanea
di matrice italiana ed europea, Giovanni, oltre a sollevare l’entusiasmo del suo pubblico, riceve
attestazioni di stima da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Papa
Benedetto XVI e di molti esponenti del mondo artistico e culturale, tanto che la casa editrice Rizzoli
decide di pubblicare il suo primo libro, dal titolo “LA MUSICA IN TESTA”. Si tratta di una raccolta
di riflessioni filosofiche sulla musica, aneddoti e pagine di diario, che racchiudono i tratti principali
della sua vita artistica e dell’ “Allevi-pensiero”, concludendosi con il capitolo “L’Era dell’Emozione”,
vero e proprio manifesto artistico.
Il libro, pubblicato nel marzo 2008, conquista la vetta della classifica “Varia” per diverse settimane, e
conquista il titolo di “best seller” (sei edizioni e 50.000 copie vendute nei primi due mesi).
Il 3 giugno 2008, Giovanni Allevi viene premiato ai Wind Music Awards per le vendite (oltre 30.000
copie) del dvd “JOY tour 2007”.
Nonostante l’agenda densa di impegni, proprio durante la trionfale tournèe “Allevilive” che registra
in prevendita tutti sold-out, Giovanni continua giorno e notte a dedicarsi alle melodie che “lo
vengono a trovare, questa volta nella forma dell’orchestra sinfonica”, dando vita alla realizzazione
dell’album che segna la sua inevitabile evoluzione musicale verso le sonorità ampie della grande
orchestra.
Nasce così l’album “EVOLUTION”, registrato nell’aprile del 2008 al Teatro Gentile di Fabriano
con l’Orchestra Sinfonica “I Virtuosi Italiani” e pubblicato il 13 giugno 2008 da
Bollettino/Ricordi-Sony BMG che vede per la prima volta Giovanni Allevi impegnato come
direttore d’orchestra, oltre che come compositore e pianista.
 
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view post Posted on 21/7/2008, 11:26P_QUOTE
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x__Darkina°

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/10/2009, 13:31


Lo adoroooooooooooooooooooooooooooooooo ç__________ç

Dio bono anche io il prossimo anno voglio entrare al conservatorio di La Spezia ç___ç

Ma anche no.

 
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view post Posted on 31/12/2008, 16:42P_QUOTE

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 31/12/2008, 16:41


ciao a tutti gli ignoranti, illusi e quant'altro di giovanni allevi...
dovete sapere che quel pagliaccio con quei capelli potrebbe darsi ad esibizioni da circo per intrattenere con le sue esibizioni da BUFFONE quei poveri bambini che tra una risata e l'altra ammirano le sue "opere d'arte di musica CLASSICA"come del resto li definisce andando a colpevolizzare quei pochi superstiti che anora riescono ad apprezzare il bello della musica...
chi vi parla è un giovane studente che studia pianoforte umilmente e senza banalizzare, come del resto lui fa,il concetto di musica contemporanea... vabè sicuramente nessuno leggerà il contenuto di questa mia risposta perchè magari sono uno di poco conto... ma esorto i giovani che si adoperano ad acquistare i suoi cd andarsene al cinema e di non sprecare tempo ad ascoltare quelle che oserei dire giullaresche composizioni perchè ricordo a tutti che nessun musicista che si può definir così ascolti le sue composizioni. Pertanto invito il pagliaccio a staccarsi dalla concezione classica e di inventarsi un nuovo aggettivo da attribuire alla sua musica. esorto infine i giovani illusi di ascoltare MUSICA CLASSICA, di ascoltare qualcosa di moderno riconosciuto dai veri musicisti come Ughi, Zimerman,Abado e quant' altri... arrivederci e speriamo che il duemilanove possa riportare il pensiero del NUOVO MOZART nella retta via
 
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2 replies since 15/7/2008, 13:44
 

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